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La provincia di Salerno occupa la parte meridionale della Campania e si sviluppa con una fascia costiera, la pianura del Vallo di Diano, la piana del Sele e i monti del Cilento. La cucina è d'impronta contadina nell'interno, con piatti tipici quali "patàne e cicci" (patate e fagioli), mentre sulla costa prevale il pesce fresco, ma anche essiccato, salato e conservato. Accanto alla pesca, tra le maggiori risorse della provincia, si ricordano le produzioni di olio extravergine delle "Colline Salernitane" e del "Cilento" Dop, di vini Doc "Costa d'Amalfi" ."Cilento" e "Castel San Lorenzo"- senza dimenticare i limoni di Amalfi e di Massa, la "Nocciola di Giffoni" Igp e altri pregiati prodotti ortofrutticoli.

Gli itinerari del gusto in provincia di Salerno


Salerno accoglie il turista con i suoi quartieri moderni che lasciano il posto, poi, ad un suggestivo centro storico man mano che si prosegue verso le pendici del colle. La prima sosta, proprio all'ingresso della città, è "al Cenacolo", locale eccellente che propone tra i piatti della casa cortecce "Antica Salerno" con zucchine e pici con patate. Nella parte storica troviamo l'"Antica Pizzeria del Vicolo della Neve", la più vecchia di Salerno. Antiche ricette vengono servite all' "Hostaria del Brigante". Altra galleria di sapori è il ristorante pizzeria "Santa Lucia". Si segnalano inoltre "La Brace", dispensatrice di ottimi piatti della cucina povera, "II Timone" e "Del Golfo". Per l'aperitivo o il dessert si va al "Caffè dei Mercanti" o alla "Pasticceria Napoleone". Per acquisti di latticini freschi c'è "La Contadina". Le due sedi dell'"Alimento Manzoni" sono enoteca, pasticceria e panificio. Tra le proposte vi sono grappa e liquori locali, tra cui il Limoncello di Amalfi.

La Costiera Amalfiltana


Affacciata al golfo di Salerno,
Vietri sul Mare è famosa per la produzione di maioliche, che si possono ammirare nel Museo della Ceramica e acquistare nelle tante botteghe del paese. Prima tappa gastronomica è "La Lucertola", con possibilità di pernottamento. A seguire, "La Locanda", dove il proprietario accoglie l'ospite con un aperitivo. Cava de' Tirreni, importante nel passato per il monopolio degli arazzi di seta, conserva nel borgo antico originali strade porticate, uniche in tutto il Meridione. Si chiama "L'Incanto", e lo è nel nome e nei fatti, la villa immersa nel verde dove si consiglia di sostare per il pranzo. Per chi ama la cucina dei vecchi tempi "La Taverna Scacciaventi" è l'ideale; qui le verdure di stagione vengono proposte nei modi più vari. In via Mazzini, punto di ritrovo di artisti locali è il "Gran Caffè Respighi". Cucina rustica all'agriturismo "Saura"e al "Country Club Santa Lucia". La grande cupola maiolicata di S. Maria a Mare, a Maiori, domina il paese e l'insenatura di sabbia fine. Qui sono numerosi gli ottimi alberghi, adatti a garantire un buon relax. Per una sosta gastronomica si segnalano: "Le Ninfee" all'interno dell'hotel "Panorama", "Mammato" con cucina casalinga- marinara, e la pasticceria "Gambardella", che offre specialità locali.
Proteso tra due vallette al mare,
Ravello rapisce per il colore intenso del paesaggio e dei giardini lussureggianti. Suggestive anche le architetture arabo-sicule duecentesche. La migliore cucina campana si gusta da "Gonfalone", in una dimora nobiliare del XII secolo. Si segnala, poi, il " Rossellinis", locale molto ricercato dell'elegante hotel "Palazzo Sasso", edificio di origine medievale. Chi vuole acquistare un buon Limoncello può recarsi da "Profumi della Costiera". Apprezzabili inoltre i liquori dei "Giardini di Ravello".
Tra l'azzurro del mare e il verde della vegetazione spuntano le bianche casette di
Amalfi, ricercata meta di villeggiatura. Qui una delle tappe migliori è "Eolo", cucina campana rivisitata, da gustare sul panoramico balcone. Oppure "da Gemma", dove piatti marinari, ma non solo, fanno parte del menù quotidiano. Squisita la zuppa di pesce e i paccheri di Gragnano con gamberetti e pescatrice.
Eccellenti proposte di specialità amalfitane e di pesce anche a "La Caravella", distintasi nel corso degli anni per serietà e impegno. Per chi ama le atmosfere familiari c'è "Smeraldino", in posizione panoramica. Si segnalano inoltre l'hotel "II Saraceno" con ristorante sulla spiaggia, e i due eleganti ristoranti dell' hotel "Santa Caterina". Raccomandiamo, infine, gli spaghetti al cartoccio di "Ciccio Cielo, Mare e Terra ". A "La Val!e dei Mulini" si acquistano sciroppi e liquori locali. Nella pasticceria "Pansa" si trova anche il gustoso liquore Villa Paradiso.
A
Positano, bianche casette si scaglionano sui contrafforti montani digradando nella caletta del vecchio borgo marinaro, da tempo meta di eleganti frequentazioni artistiche.
L'Antico ed il moderno si fondono nell' ottocentesca residenza nobiliare dove ha sede l'albergo "le Sirenuse", uno dei più curati d'Italia. Annesso il ristorante "La Sponda". Da assaggiare i diavoletti alla griglia e l'aragosta con salsa "remoulade". La pasta fresca ai frutti di mare è invece un buon biglietto da visita per "Le Tre Sorelle" di fronte al mare. Si segnalano ancora "Da Donna Rosa" per chi ama evadere dalla frequentatissima costa, "Chez Black" che ricostruisce nel locale l'interno di un vascello, e inoltre la "Cambusa" e "La Buca di Bacco".Nella silenziosa piazzetta di Montepertuso, buon connubio qualità prezzo da "Il Ritrovo", trattoria di recente apertura.
Da non dimenticare il ristorante "Le Agavi", una cascata di terrazze fiorite sul mare. Per il dessert si segnalano il bar "De Martino", con ottimi dolci, e "La Zagara".

Il Cilento e la sua costa.


A
Paestum vi sono le rovine, eccezionalmente complete, di Poseidonia, tra le più floride colonie greche del Meridione peninsulare. Nella zona archeologica, in posizione panoramica si trova "Il Nettuno" con cucina campana a base di pesce. Piatti rustici e prodotti genuini al "Gelso d'Oro- da Nonna Sceppa". Degno di segnalazione inoltre il curato ristorante dell'albergo "Esplanade". Nell'entroterra, a Capaccio, l'azienda agricola "Seliano" invita ad assaggiare i prodotti della tenuta. A Capaccio Scalo il ristorante "La Pergola" coniuga piatti del mare e dell'orto.
Nel borgo antico di
Agropoli, alto sul mare, le rovine del Castello ricordano l'origine bizantina. Le migliori offerte gastronomiche di questa località balneare sono "U Saracino" e "II Ceppo" : ambiente rustico con cucina campana e classica, soprattutto di pesce. Santa Maria di Castellabate fu uno dei primi luoghi del Cilento interessati dal turismo balneare. A "La Taverna del Pescatore", pochi tavoli per un'ottima cucina di pesce; ai "Due Fratelli", piatti campani e di pesce. A Castellabate, da non perdere le cantine "Maffini" e "San Giovanni". Palinuro, nota cittadina di villeggiatura balneare trae il nome dal nocchiero di Enea, che qui morì. Fiore all'occhiello è l'azienda agricola "Sant'Agata", in una fattoria del '700 restaurata. Gestito da lunga data sempre dalla stessa famiglia, "Carmelo" propone la più tipica cucina del Cilento.
A
Marina di Camerota, la bellezza della costa e delle sue grotte attrae i visitatori, ben accolti da valide strutture turistiche. Tra giugno e settembre si consiglia una sosta all' hotel ristorante "Bolivar" per gustarne le tradizionali specialità. Aperti tutto l'anno sono invece "Pepè", specializzato in cucina marinara, e "Da Valentone", dove si trova esclusivamente la cucina casalinga del Salento.
Sapri, resa famosa dallo sbarco di Carlo Pisacane del 1857, ha conosciuto una rapida fortuna turistica. Il pesce fresco è alla base del menù proposto da "L'Uorto"."A Cantina i Mustazzo" offre carni e vino delle aziende di famiglia mentre il resto degli ingredienti è fornito da piccoli produttori locali. A pochi metri dal mare è "Il Tirreno" il cui albergo annesso è aperto solo d'estate. Padula è conosciuta soprattutto per la Certosa di S. Lorenzo, monastero fondato nel 1306 da Tommaso Severino, signore del Vallo di Diano. Splendida espressione del Barocco meridionale, La Certosa è stata inserita dall' Unesco, nel 1998, nella lista del Patrimonio mondiale dell' Umanità. In paese, alle pendici dei monti della Maddalena, la prima segnalazione gastronomica è per "La Sosta del Priore". Nel centro storico, la taverna "Il Lupo" dispensa i migliori piatti della tradizione. Al confine tra Sole e Padula sorge l'agriturismo
"Il castagneto". Cucina schietta e prezzi onesti infine a "La Capatina".
Alto sul colle, il borgo di
Teggiano ha un'antica cinta muraria e un castello. Il primato nella ristorazione è conteso tra il ristorante tipico "La Romantica" e "l' Osteria Sant'Andrea", dove gli antichi sapori si associano al vino della casa.
Sulla strada per Eboli vale una sosta la grotta di Pertosa. Motivo di ghiotto richiamo è il locale "Càfaro Da Zi' Marianna".
Nota grazie a CarloLevi, che vi ambientò il suo romanzo più famoso,
Eboli ha conosciuto un vivace sviluppo agricolo e industriale, espandendosi dalla piana del Sele fino ai piedi della collina, che conserva il borgo medievale. Da segnalare l'albergo "Grazia", con curato ristorante.

La Costa


Il tratto di costa che va da
Vietri a Punta Campanella è unanimemente ritenuto tra gli scenari più belli del mondo. L'itinerario è estremamente raccomandabile anche dal punto di vista gastronomico.
Si inizia subito alla grande:
Ravello è famosa per la bellezza del suo panorama e per le bellissime ville: villa Cimbrone con i suoi giardini e con la terrazza a picco sul mare, poi villa Ruffolo e altre ancora.
Molte sono aperte all'ospitalità e alcune offrono uno standard eccellente, come l' "Hotel Palombo" e soprattutto il nuovissimo "Palazzo Sasso", restaurato con tecnologie d'avanguardia; qui si mangia anche benissimo, una cucina di ottima tecnica, ma si pranza bene anche nelle trattorie del paese e in particolare a "Palazzo Della Marra", un'altra antica struttura riconvertita da poco all'ospitalità della tavola. Ravello ha ispirato l'aria di celebri opere e ogni anno ospita un nutrito programma musicale.
A "Palazzo Sasso" si narra che il primo cliente sia stato Placido Domingo e a "Palazzo Della Marra" con regolarità viene proposto un menù musicale che abbina i piatti tipici del luogo a note romanze e arie famose. Scendendo ad Amalfi, dopo una sosta alla migliore pasticceria della costa, da "De Riso", per le celebri delizie al limone e il babà (il migliore del mondo secondo una giuria internazionale), si trova "Villa San Michele", dove sentirete il rumore delle onde frangersi sotto la finestra della vostra camera. Anche Amalfi è piena di ghiotte curiosità. Pare che la sfogliatella Santa Rosa, quella farcita di crema con l'amarena, sia nata nel Convento dei Cappuccini, mirabilmente sospeso a metà della ripa rocciosa, che è anche albergo storico (anche se necessiterebbe un adeguamento delle strutture). Anche qui spesso viene proposto un menù di ricette storiche, come storiche sono pure le curiose melanzane con il cioccolato, che si mangiano sulla terrazza frequentatissima di "Da Gemma", o in versione più elegante nella più raffinata "La Caravella". Il comfort migliore lo offre il "Santa Caterina", dove il lusso si sposa con il calore della simpatica famiglia dei titolari.
Anche qui cucina curata sulla suggestiva terrazza con le zucchine e i limoni dell'orto.


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