CAMPANIA FELIX
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La provincia di Caserta occupa quella parte della regione che anticamente i Romani chiamavano Campania Felix, cioè fortunata: una zona pianeggiante attraversata dal Volturno, resa fertile dal clima mite e dall'azione del vulcano di Roccamonfina e dai Campi Flegrei. Anche oggi questa è una terra di agricoltura intensiva, che dà ortaggi e frutta di eccellente qualità, con una gastronomia devota forse più alla terra che al mare. In tavola si trovano sia piatti popolari, sia glorie della gola come il sartù di riso o le lasagne di Carnevale.
Del beneficio delle ceneri vulcaniche godono i vigneti, che danno i vini Doc "Asprinio di Aversa", "Galluccio" e "Falerno del Massico".

Gli itinerari del gusto della provincia di Caserta

Il nucleo originario della città di Caserta, di origine medievale, oggi identificato come Casertavecchia, sorge su un colle proprio di fronte alla città attuale, costruita in pianura in funzione della famosa Reggia borbonica. Nei pressi di quest'ultima si trova il ristorante "Ciacco" che propone cucina di pesce rivisitata in chiave regionale. Nel centro storico c'è invece "Adamo Bistrot" con piatti della tradizione.
A Casertavecchia funghi e gastronomia locale accarezzano il palato a "La Castellana" immersa in rustiche atmosfere. Nella parte più caratteristica del borgo medievale, offre buona cucina e prezzi ragionevoli "Mastrangelo". Un'aria antica si respira al ristorante "Le Colonne" con arredamento Liberty e cucina tradizionale. Prima di entrare in città, all'enoteca "La Botte"di
Casagiove si trovano ottimi vini, ma anche olio extravergine d'oliva, formaggi e dolci di squisita fattura. Degni di nota anche i ristoranti "Massa", "II Pappagallo" annesso all'hotel "Belvedere" e "La Reggia". Poco lontano, a San Leucio, la tradizione campana è in tavola all'"Antica Locanda" mentre un menù ancor più classico è proposto al "Leucio".
Popoloso centro di moderno sviluppo,
Aversa conserva però intatta nel centro storico la memoria delle origini normanne nella Cattedrale e nel Castello. Si suggerisce una fermata al "Ristorante del Sole", che propone innovazioni culinarie, con accento sulle specialità marinare. Spingendosi lungo la costa, si giunge a Mondragone, nel cuore dell'antico Agro Falerno, donde il nome del vino più noto del Casertano. Tappa di degustazione presso l'ottocentesca "Cantina Moio". Nella zona eccezionali e ricercate produzioni di primizie: pomodori, fagiolini, fagioli. Buoni acquisti di salumi.
In un paesaggio di frutteti e oliveti, sorge
Sessa Aurunca sul luogo dell'antica Suessa, centro degli Aurunci. Da vedere il Castello ducale, il Duomo romanico e, poco lontano, il ponte degli Aurunci, struttura romana con 21 arcate. Nel territorio sono qualificate e intense le colture di frutta e verdura, pregevoli i formaggi, i prosciutti e gli insaccati, nonchè i vini rossi di carattere, nell'ambito della Doc "Falerno del Massico". Da non perdere le "Cantine Fontana Galardi" in una tenuta dove accanto ai castagni si coltivano con ottimi risultati anche la vite e l'olivo. Le ceneri di un vulcano spento fanno da humus alle piante di castagno che incorniciano il Parco Regionale del Roccamonfina e Foce del Garigliano. Per la buona tavola troviamo, in zona panoramica, "Il Castagneto", specializzato in cucina campana e di montagna. Da assaggiare i cardi cucinati in vari modi oltre ai salumi tipici.
Per gli itinerari specifici del Matese e dell'Alto Casertano, vi suggeriamo di consultare i nostri itinerari consigliati ne "La Nostra Terra", che qui verranno trattati sommariamente, ma comunque, spingendosi nell'entroterra, sulla via per il Matese si suggerisce una sosta a
Pietravairano, luogo notevole per i prodotti locali, soprattutto i formaggi. Ai piedi dell'altopiano del Matese, Piedimonte Matese conserva case antiche e un sontuoso santuario seicentesco. Qui è forte tutta la tradizione contadina e casearia del Matese, dai funghi alle patate, dalle salsicce ai formaggi: caciottine, scamorze, pecorino e mozzarella. Dalla vicina Alife vengono ortaggi di vanto secolare, soprattutto cipolle, fagioli e fagiolini.
Da Piedimonte una bella escursione porta a
San Gregorio Matese, paese dedito tradizionalmente all'allevamento dei bovini, che ha conosciuto una recente valorizzazione turistica. Qui si potrà gustare un buon pranzo, accompagnato con vino locale. Sulla via del ritorno verso Caserta, deviazione panoramica per Gioia Sannitica, dove si potranno gustare tagliatelle condite alla rustica e carni variamente accompagnate dai funghi.
Capua fu eretta sulle rovine di Casilinum dai profughi scampati all'incendio della Capua romana, di cui raccolse il nome. Sul versante gastronomico, in un antico caseggiato con giardino troviamo l'agriturismo "Giosole". Tra le produzioni tipiche: frutta sciroppata, conserve e prodotti sott'olio. Gestito da una famiglia che ne ha fatto conoscere il nome, il ristorante "Romano", oltre a fare onore alla cucina campana e classica, alla sera sforna ottime pizze secondo l'antica ricetta. Santa Maria Capua Vetere è la Capua dell'antichità classica e ne conserva le vestigia romane. La fertilità dei terreni assicura eccellenti coltivazioni di ortaggi e frutta. a acquistare nelle pasticcerie torroni e vari tipi di pastiera, con il grano, l riso e i tagliolini. Tra i ristoranti segnaliamo il "Ninfeo" notevole per i primi di pasta, le grigliate di pesce e il Limoncello artigianale. Altro suggerimento è per l'albergo "Milano" in zona tranquilla.


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