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Zona di importanza strategica in epoca romana, in particolare per la storica Valle Caudina, il Sannio beneventano fu costretto sotto il regno pontificio ad un lungo isolamento. Ciò ha dato origine ad una economia in prevalenza agro-pastorale, che ha riscontri nella sua cucina tipica fatta di alimenti semplici: verdura, formaggi del Matese come ricotta e pecorino,soppressate e capocolli, salami e prosciutti. Rinomata è la produzione di vino con le Doc "Guardia Sanframondi", "Sannio", "Solopaca", "Sant'Agata de' Goti", "Taburno".

Gli itinerari del gusto della provincia di Benevento.

Dai reperti del Museo del Sannio e dai monumenti della Roma imperiale traspare l'antico rango della città di Benevento, che fu importante centro mercantile sulla Via Appia.
Dal punto di vista gastronomico la sosta è motivata dalla buona cucina di alcuni locali, ma soprattutto dalla presenza dell' "Enoteca del Sannio" che introduce ai pregiati vini del luogo affiancandoli a prodotti e piatti tipici. Qui si assaggi anche il celebre liquore Strega, distillato di erbe. Quanto alla buona tavola, la prima raccomandazione è per "Pedicini". Nel menù paste fresche al profumo di bosco o con pesce, grigliate di carne e, la sera, ottime pizze. Locali alla mano e affidabili sono "Traiano" e "Pina e Gino". Dulcis in fundo, il torrone: lo si acquisti da "Sassano" o da "Ambrosino". Altra vetrina di spicco è "De Soccio" dove si possono acquistare mozzarelle, scamorze, provole e quanto di più tipico si può immaginare.
In collina, a
PianoCappelle, alle "Vecchie Carrozze" si pasteggia secondo tradizione in una gradevole atmosfera d'epoca. A Montesarchio alle falde del boscoso Taburno, un castello sorveglia la valle che vide nel 321 a.C. per Roma l'umiliazione delle "Forche Caudine". Nell'antica piazza è la fontana con l'Ercole cui si deve il nome del luogo (Mons Herculis). Per una sosta c'è il "Cristina Park Hotel", cornice fiorita e piatti vigorosi, come gli gnocchetti al ragù d'agnello o la tagliata di filetto con verdure e pecorino. Il borgo di Sant'Agata de' Goti spicca su uno spuntone di roccia lambito dal fiume Isclero. Si sosta alla "Locanda dei Goti" in un ambiente d'epoca con una tavola imbandita con salumi e verdure alla brace ripiene, orecchiette agli asparagi, scaloppe ai porcini. Menzione per la cantina "Mustilli", con vini come la Falanghina, l'Aglianico, il Greco, e agriturismo, in un complesso pluricentenario.
La romana Telesia, oggi
Telese Terme, trasse la propria fortuna da un terremoto che fece scaturire una sorgente di acqua curativa. Il tono dell'accoglienza è dato dallo storico "Grand Hotel Telese" e dalle raffinate proposte di "Villa Gioia" a San Salvatore Telesino. I turisti del vino proseguano per Solopaca presso la "Cantina Sociale". Cerreto Sannita, ricostruito in forme barocche dopo il terremoto del 1688, ha rilievo per l'artigianato dei tessuti e della ceramiche. "Masella" è locale semplice e fedele alla tradizione. A Faicchio dopo aver ammirato il castello ducale, la scelta è tra l'agriturismo "Arenella" l' "Antico Frantoio" e la trattoria "Fontanavecchia". Nel menù pasta e fagioli e pappardelle con la lepre, selvaggina e carni alla brace. Guardia Sanframondi evoca l'antica importanza strategica del luogo. Si visiti il santuario dell'Assunta e si acquistino vini della Doc "Guardiolo" presso l'azienda "De Lucia", associata al Movimento del Turismo del Vino.


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