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Carni, funghi e tartufi, salumi e formaggi: l'Irpinia
presenta i sapori montanari della cucina campana.
Paesaggi verdi di boschi e colline: questa è la
natura nell' Avellinese.
La tavola offre piatti semplici della tradizione contadina,
a base di carne, soprattutto agnello e coniglio, salami e
prosciutti di montagna, castagne, nocciole, ottimi ortaggi e
frutta. Di qualità sono i vini, tra cui spicca il
"Taurasi" Docg seguito dalle Doc "Aglianico del Taburno"
,"Greco di Tufo" e "Fiano di Avellino".
Gli
itinerari del gusto della provincia di
Avellino
L'aspetto
moderno della città di Avellino
è dovuto alla ricostruzione seguita ai bombardamenti
del 1943 e poi al terremoto del 1980.
Nel centro storico la cucina irpina è di casa all'
"Antica Trattoria Martella" insieme a formaggi, salumi e a
una buona selezione di vini campani e nazionali.
Anche se il mare è lontano, si gusta pesce
freschissimo da "Malaga". Il "Caveja" propone invece
specialità romagnole.
Gran comfort all'Hotel De La Ville, che ospita tre
ristoranti: "Il Cavallino" ,"Rosa e "Lilla". All'
"Ippocampo", nell' hotel Jolly, interessante cucina
innovativa.
Andando per vini, si sosta al " Wine Bar Evoè",
rustico ed elegante, all' "Enoteca Garofano", con selezione
locale e internazionale, o ancora da "Marianna", azienda
vinicola che produce i Doc "Aglianico", "Fiano" e "Greco di
Tufo". Una breve deviazione porta a
Moschiano,
dove il ristorante "Santa Cristina" propone ricette
contadine rielaborate. Poco oltre, a Lauro, cucina di pesce
e ottimi dolci al Dente d'Oro.
A Mercogliano
vale una sosta il ristorante dell' albergo "Green Park Hotel
Titino", per un ritorno alla tradizione. Più avanti,
ad Atripalda
si assaggia il Greco di Tufo, da "Mastroberardino" , come
pure da "Di Marzo" a Tufo.
Mirabella
Eclano,
nel cuore dell'Irpinia, conserva, in S. Maria Maggiore, un
bel soffitto e un crocifisso ligneo. Grande affluenza in
settembre per la festa dell'obelisco (guglia di 25 m).
"Stringozzi" con porcini, capretto all'irpina e
baccalà al forno spiccano nel menù dell'hotel-
ristorante "Mirabella". Due, nei dintorni, le mete da non
perdere: Taurasi,
Città del Vino, dove si degusta l'omonimo rosso,
acquistabile da "Antonio Caggiano" e alla "Cantina Antica
Irpinia", e Dentecane,
dove è l'"Antico Torronificio Nardone".
Ariano
Irpino
sorge sui tre colli che separano i bacini dei fiumi Ufita e
Cervaro. Da visitare la Cattedrale e il Museo degli argenti.
Il moderno hotel "Incontro" ospita un buon ristorante. Da
qui vale la pena di spingersi a Vallesaccarda, dove si trova
"Oasis Antichi Sapori" uno dei migliori locali dell'interno,
e l'ottimo "Minicuccio", con i suoi originali venti
menù stagionali.
Sulla strada che porta a Bagnoli
Irpino,
s'incontra Sant'Angelo
dei Lombardi,
molto colpita dal terremoto del 1980. Quindi si giunge a
Bagnoli, centro di raccolta di una varietà di tartufo
nero detta appunto di Bagnoli. Dai boschi vengono anche
funghi e castagne. Buona produzione di pecorini e salumi.
Piatti tipici sono i ravioli di ricotta e l'insalata di
tartufi. Tra le faggete del Cervialto, la trattoria "II
Fauno" offre cinghiale e altra cacciagione. Vini Doc della
zona e piatti tradizionali si gustano alla trattoria "Lo
Spiedo".
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